lunedì 4 novembre 2013

E non so più come si fa a trovarlo


L'altro giorno ho ritrovato Winnie Pooh, quello da collezione con il cappello e la sciarpa al collo, che io me la ricordo ancora la scena: c'erano le luci di Natale a illuminare una via del Corso bagnata, io ti guardavo e dicevo che lo volevo, mi serviva, praticamente l'hanno fatto per me. Tu ridevi.
Hai diciotto anni, dicevi. Non puoi volere ancora Winnie Pooh.
E invece sì e quindi, alla fine, finisti per comprarlo insieme al peluche di Lilly & il Vagabondo.
E bagnarci insieme sotto la pioggia di una Roma eterna e immensa. Io con il giubbotto nuovo e inzuppato e tu con il tuo Belstaff che restava asciutto e non si capiva perché.
In quei giorni, ti ho chiesto per la prima volta di andare a vivere lì.
"Ma c'è il traffico e la vita è cara" mi hai risposto.
Ho alzato le spalle e ti ho risposto che avevi ragione tu. Come sempre.
Poi, c'è stata Milano. Ti ho trascinato per Brera perché è l'unica parte della città che mi piace e ti ho portato a vedere Hayez e Caravaggio. Tu che avresti preferito confonderti tra le divise arancioni e invece dovevi accontentare me che, in quel periodo, di arancione non volevo vedere nulla.
E Milano piaceva a te. A me faceva venire l'angoscia perché mi sentivo sempre troppo piccola, troppo lenta, troppo estranea.
"Milano è efficiente", dicevi.
Milano mi fa schifo, ti rispondevo.
E quella settimana di convivenza da sperimentare. La mattina mi lasciavi sola a dormire, mi baciavi la fronte e poi andavi via. Io bevevo il cappuccino schiumato, con poco caffè che a me il caffè neanche piace e poi mi mettevo a studiare. Tu arrivavi all'una e ti mettevi ai fornelli. Cucinavi tu perché io sono incapace e a te piace mangiare bene mica le schifezze che mangio io.
Girare in mutande per casa, finire a fare l'amore sul divano, sul letto, sul tavolo, per terra.
Questa è la vita che voglio per sempre. Per sempre.
Un Natale, l'ultimo, mi hai detto "ti porto a Parigi". Parigi non mi piace, voglio andare a Londra.
Londra che ha di romantico? Niente.
Che abbiamo di romantico noi? Niente.
E sarà finita lì la favola e il perché io ancora non l'ho capito.
Le cose iniziano e finiscono, ce ne dobbiamo fare una ragione. Però, il mondo non si è fermato quando noi abbiamo finito di guardarci innamorati come in quella foto dove io ho le codine e tu mi versi la Coca Cola in un bicchiere o in quell'altra che è ancora in camera mia, che io guardo la fotocamera e tu guardi me.
Qualcuno doveva accorgersene e dircelo che non ci amavamo più.
Invece, abbiamo continuato e continuato e logorato tutto. Ci siamo messi d'impegno a distruggerci a vicenda.
Tanto che la mia pelle non riconosceva più le tue mani e pensavo "ma tu che vuoi? Ma tu, in fondo, chi sei?". E poi, piangevo dei miei stessi pensieri che erano ingiusti e cattivi che tu volevi darmi il mondo e a me non bastava più nemmeno quello.
E adesso di cosa ho bisogno? 
Adesso che con me stessa riesco anche a parlarci bene, a farci lunghe conversazioni. Adesso chi voglio? 
Qualcosa come tornare a girare nuda per casa, qualcuno che torna e mi prende un po' in giro, poi mi morde i fianchi che anche se sto dimagrendo sono sempre lì, un po' più pronunciati. 
Qualcuno che mi tenga la mano mentre dormo.
Qualcuno mentre dormo. 
E' più di un anno che ti ho lasciato e mi sono detta che non avevo più bisogno di nessuno. Falso, lo sapevo.
Mi sono raccontata la storia della donna che si basta da sola. Falso anche questo.
E' vero non credo al per sempre, non credo alle cose che durano nel tempo.
Credo negli abbracci che ti lasciano i segni nel corpo, credo nei piccoli gesti di ogni giorno come un ti penso, un mi manchi, un vieni qui che ne ho bisogno. 
Credo nelle notti passate con qualcuno che ti stringe da dietro come se tu fossi una cosa importante.
Credo in qualcuno che non è per sempre ma è per ora.
E non so più come si fa a trovarlo. 

16 commenti:

  1. io un amore così non ce l'ho avuto...
    o forse si ma non me lo ricordo...
    però è dolce ed investe

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    1. Ed è difficile uscirne totalmente.

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  2. disincrostando gli strati di opacità, polvere e cazzate preconfezionate che ci si racconta per apparire forti.
    almeno credo che valga, valesse, per me.

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  3. L'amore succede, non si cerca. Nessun metodo è efficace. Lo troverai quando smetterai di cercarlo, quando sarai quasi convinta che puoi bastarti da sola. Succede sempre così :)

    Bacio Emme

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    1. E' la stessa cosa che dicevo io a te, no?
      Ognuno di noi aspetta qualcosa ultimamente.

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  4. L'abbraccio da dietro manca anche a me. Cioè, non solo quello.
    Anche il resto.

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  5. emme questa è la mia storia..uguale identica...cavolo quanto mi ritrovo nelle tue parole. E quante volte mi sono chiesta se fosse stata la scelta giusta, a volte me lo chiedo ancora.E penso: e se non ricapitasse?

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    1. E se non ricapitasse che facciamo? Non lo so. Non ci pensiamo, ok?

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  6. La predisposizione aiuta a essere trovate, più che a cercare, ché per quello un metodo non c'è... e quando ti avrà trovata, fa' che ami Roma quanto ama te, perché altrimenti sarà solo un altro folle.

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  7. Piccola dolce ragazza la delicatezza di ciò che scrivi mi fa sempre pensare alla neve. Non lo so perchè. Immagino sempre una roma imbiancata nel buio di un pomeriggio d'inverno luccicante di vetrine natalizie. E ti vedo lì tutta imbacuccata con le guance rosse per il freddo e gli occhi che sorridono.
    Non lo so perchè, ma ti vedo così.
    Sarà che adoro l'inverno. E il natale. E la neve. :)
    L'amore ti troverà. Non temere. Ne sono certa.
    un abbraccio forte

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    1. Imbaccucata non molto, con le guance rosse sempre. Non so com'è ma mi hanno sempre detto che sono "senza sangue" perché ho sempre freddo (e sono sempre gelata!).
      L'amore mi troverà. Bah. Non so neanche se voglio farmi trovare.

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  8. Ci hai mai pensato che potrebbe essere lui a trovare te?

    Su Milano hai mille volte ragione.

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    1. Sai che non ci avevo mai pensato? Non so.. sarà..

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