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venerdì 17 maggio 2013

Io la mattina dormo, loro usano gli hashtag




Sono il (pessimo) prodotto di questa società e del marketing.
Anzi, io sono il soggetto a cui i pubblicitari si rivolgono quando pensano a una nuova campagna.
Me l'immagino questi creativi, attorno a un tavolo, i fogli sparsi, e l'identikit di gente come me su una lavagnetta.
Gente come me che vuole fare l'alternativa, che non guarda la televisione perché fa schifo (ma ogni tanto una puntata di Uomini&donne mica farà male), che compra ai mercatini equo&solidali (ma oh, ad averceli 600 euro, un paio di Louboutin le acquisterebbe al volo), che le multinazionali devono morire, che zaino in spalla vorrebbero girare il mondo (ma aspetta, siamo sicuri che si riesce a vivere anche senza luce e acqua corrente?).
Insomma, io li vedo questi uomini che ridono di me e della gente come me perché, in fondo, lo sanno che siamo i più facili da convincere.
Per esempio, oggi passeggiavo al supermercato. No, non ho sbagliato termine: passeggiavo al supermercato.
Avevo già nel carrello dell'insalata, delle cotolette di pollo e un po' di pane, ma non ero soddisfatta. E quindi, nell'ora della pausa pranzo, mentre le cassiere mangiavano yogurt bianco e cereali (particolare trascurabile ma anche no), cercavo qualcosa.
E lì, l'illuminazione: la N U T E L L A.
E non quella normale, noooo! Il nuovo formato.
Sarà che erano le due e ancora dovevo pranzare, che fuori pioveva e io avevo appena lavato la macchina, che ultimamente le cose vanno un po' di merda ma ho letteralmente amato quello stand colorato pieno di amore al cioccolato.
Quindi, mi sono messa lì a scrutare i barattoli. "Ma io che formato sarò?", ho pensato.
Avrei preso il formato da 1 kg, così per non sbagliare, ma dato che l'estate è vicina mi sono convertita al comodissimo 630 gr, che secondo la Ferrero sarebbe perfetto per le coppie (Ferrero, prendi per il culo?).
"A ogni famiglia il suo buongiorno", recita la pubblicità. Che non è granché, anzi, è quasi banale.
Ma ti resta in testa e ti fa venire voglia di svegliarsi presto per fare colazione, cosa che alla fine non farò mai.
Ha anche l'hashtag: #noilamattina. Così come ha l'hashtag la nuova campagna di Desigual, #falloalmattino, che ho trovato geniale (irriverente, fresca e divertente!) ma anche la pubblicità di Dove che è bellissima e ha scelto, appunto, #weAreBeautiful.
Perché sempre i pubblicitari di cui sopra, sempre creativi e con i fogli sparsi sul tavolo, il caffè caldo e l'identikit mio e della gente come me, hanno pensato: com'è che li freghiamo sti finti alternativi?
Con gli hashtag, ovviamente!
Fa figo mettere un cancelletto davanti le parole? E noi facciamoglielo fare, facciamoli sentire fighi mentre gli facciamo comprare barattoli di Nutella, di cui non hanno bisogno, borse e vestiti, di cui potrebbero fare a meno e deodoranti (che no, quelli servono sempre. Tenetelo bene a mente: servono).
E noi, che ci facciamo prendere la mano facilmente, iniziamo a pubblicare su instagram, su twitter, su facebook, su pinterest, ovunque, anche se non abbiamo niente di troppo interessante da dire.
Perché, diciamocelo: io la mattina sono uno zombie che cammina, ma non parla. Altro che barattoli lanciati da una mano all'altra, altro che torte, balletti e sorrisi allo specchio (e/o vibratori sotto il cuscino). Quando riesco a dire "buongiorno" è già tanto e la gente si complimenta e fa gli applausi.
Resta il fatto, che comunque ci hanno preso, perché se scrivo un post alle 3 del mattino parlando dei miei acquisti sconclusionati e di come la pubblicità, ultimamente, stia, mio malgrado, influenzando la mia esistenza, loro hanno vinto alla grande.
Quindi, bravi gli ideatori di questi tre spot (e ora, dategli un aumento che se lo meritano).
Ah, con il barattolo di Nutella mi hanno regalato uno spalmino blu (uguale, identico a quello che hanno nella pubblicità) ed è - fatemi fare per un secondo l'esaltata -  ultra, mega fantastico.

ndr. Uomini&Donne lo guardavo ogni tanto prima e solo perché faceva ridere. Era quasi un esperimento sociologico (ok, non regge).

p.s. Giuro che nessuno mi ha pagato per scrivere tutto ciò, e questo la dice lunga sul come sto messa.