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mercoledì 4 febbraio 2015

Quando piove/2

Ieri, sono uscita di nuovo senza ombrello che non è senso di ribellione al clima ma solo biondezza ben nascosta da una folta chioma di capelli neri.

Mentre camminavamo vicino Porta Pia, Valerio, che è grande spunto per questo luogo di cose che succedono (a me, per lo più), ha detto:
fosse per me, quando piove, starei tutto il tempo in giro.
Roma è bella sotto la pioggia e te la godi di più. 

Poi ha aggiunto: anche perché, quando piove, non ci sono tutti quelli con le pettorine colorate che ti fermano per renderti partecipe della battaglia che stanno combattendo.

Allora, un po' ridevo e un po' cercavo di stare sotto al suo ombrello che era piccolo e per due non bastava.
Che comunque, alla fine, quelli con la pettorina colorata c'erano ugualmente e io ho capito che se ti vuoi godere Roma quando piove, è meglio comprare ombrelli più grandi.

lunedì 2 febbraio 2015

Quando piove


Ieri sera pioveva e avevo lasciato l'ombrello a casa. Avevo queste scarpe nuove che ho comprato solo perché Rita continuava a dire che sono bellissime ma hanno i tacchi che fanno un rumore insopportabile.
Stavo correndo dai ragazzi che mi aspettavano per cenare, ma poi ho fatto tardissimo e io mangiavo il club sandwich e loro il tiramisù.
Insomma, pioveva.
C'era questa bambina con un ombrello rosso che stava parlando con un'amichetta e ha detto a me mi viene sempre da cantare quando piove, il problema è che non so mai che canzone cantare.
Proprio così: a me mi viene sempre da cantare quando piove.
E mi ha fatto pensare che, invece, a me quando piove mi viene da stare davanti una finestra a guardare che piove e a fare i cuori sui vetri.
Mi viene da bere cioccolata calda sopra il letto. Magari pure con le parigine sopra le ginocchia che fa un sacco pinterest.
E quando piove e non ci sei, non è che abbia molto senso stare davanti una finestra a disegnare cuori o sopra un letto a bere cioccolata.

T'ho scritto: sono a San Pietro, c'è ancora l'albero di Natale e piove.
Tu guardavi la partita e chi ti disturba mentre sei lì che t'infervori perché pareggiano.

Mi scrivi: quando torni a casa?
Non mi chiedi nemmeno con chi sono, come si chiamano, come li conosco, perché mi vengono a prendere da casa e mi ci riportano e aspettano che io apra la seconda porta prima di rimettere in moto.
Non ho capito se è riservatezza o un modo per evitare che anche io faccia domande.
Perché, io, invece, lo vorrei sapere se c'è qualcuno che accompagni a casa e che aspetti mentre cerca le chiavi dentro la borsa.

Tanto a voi lo insegnano a scuola di calcio a dribblare anche le domande scomode a cui non volete dare risposta.
Però, mica lo so se hai mai fatto scuola di calcio. É una di quelle cose che dovrei chiederti.
Di che cosa abbiamo parlato per tutto questo tempo che ormai supera di gran lunga i 365 giorni?

Questo fine settimana che è il nostro fine settimana, mentre mi cucini qualcosa di decente, magari te lo chiedo.
E speriamo che piova, così magari a me viene da cantare* e poi guardiamo le partite insieme sorseggiando cioccolata.


*e magari canto questa qui che tanto la canto ogni volta che ti dormo vicina.

P.s. Mi faccio venire la glicemia alta da sola. Ma, insomma, mi passa.