domenica 6 ottobre 2013

Oggetto: prenotazione volo

"Prenotazione volo" è l'oggetto dell'ultima email che ho sulla casella di posta.
L'ho aperta un po' titubante. Mi tremavano le mani, oppure il cuore. Devo ancora capirlo.
Sul mio letto ho diviso i vestiti per stagione: invernali da un lato, autunnali da un altro, estivi dentro gli scatoloni.
Poi, li ho divisi per colore: gradazioni del viola, del grigio, del blu, del nero e basta. Mi ha fatto strano vedere quanto piatta è la mia vita in quanto a colori.
Ho un volo ad ora di pranzo, arriverò giusto per il caffè del pomeriggio oppure neanche per quello. Ma che importa? Il caffè non mi piace. 
Dirò "sono arrivata, è tutto bellissimo. Sono felice". 
Poi, probabilmente piangerò perché io lo faccio sempre. 
Imparerò a camminare svelta o a prendermi il mio tempo. Imparerò a stringere il cuscino e a chiudere la porta. 
Imparerò a scandire bene il mio nome e a sorridere ogni volta che devo dire "piacere di conoscerti".
Sono un fiume in piena e sono riva del fiume allo stesso tempo. 
 Ma adesso ho i vestiti grigi con i vestiti grigi, quelli viola con i viola, neri con neri, blu con blu. Adesso ho un'email con oggetto: prenotazione volo.
Adesso, c'è poco da essere fiume e da essere riva.
C'è solo da vivere e da sperare di non piangere troppo ma neanche troppo poco.
Per dire, io in questi giorni ascolto Marco Mengoni (che neanche mi è mai piaciuto) e mi commuovo. Oppure metto il privato su spotify e scelgo le canzoni che mi scavano dentro allo stomaco e lo sezionano, in silenzio, tra maglioncini divisi per colore e fotografie da conservare chissà dove.
E vorrei, anche solo per un secondo, tornare indietro ed essere di nuovo quella bambina che aspettava davanti la finestra l'arrivo degli scatoli pieni di libri nuovi, o quella ragazzina che leggeva "Il Gattopardo" e poi lo raccontava orgogliosa alla professoressa o quell'adolescente innamorata che imparava a memoria Catullo. 
Oppure vorrei il coraggio di salutare tutti ed avere la certezza che questo posto non mi mancherà mai, che non inciamperò nei ricordi e negli odori di questa terra. Vorrei avere la certezza che i sorrisi del "piacere di conoscerti" mi riusciranno bene. 
La certezza di andare per la mia strada senza avere mai il bisogno di prendere il telefono e chiamare chi sarà vicino con il fisico ma mai abbastanza con il cuore. 
Vorrei un sacco di vorrei.
Intanto, stampo l'email con oggetto "prenotazione volo", poi si vedrà.

p.s. Manco da due mesi in questo posto. Nel frattempo tanto è cambiato.
Il blog ha spento la prima candelina e non ho scritto nulla. 
Sono talmente fiume che non sono stata capace di scrivervi. Bastava un secondo, uno sguardo, un temporale che tutto quello che volevo dirvi era già cambiato un'altra volta.
Arriveranno tempi migliori. Spero.

14 commenti:

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    1. La città eterna direbbe qualcuno!
      :)

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  2. Questo post sa di farfalle nello stomaco. Di tachicardia. E - lasciatelo dire da una che va in panico ad ogni minimo cambiamento - il cambiamento fa bene. Anche quando non sembra. Anche quando magari poi si deve tornare indietro. Fa bene.
    In bocca al lupo, per qualsiasi cosa ti attenda. Un sorriso (sperando che mi riesca bene).

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    1. Grazie per il sorriso. E' riuscito bene di sicuro.

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  3. buon viaggio, e buon vento. :)

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  4. Buon viaggio, e auguri al blog :)

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  5. Ah se potessi starei sempre in viaggio, in viaggio si sta sempre bene, non importa la meta importa muoversi. In bocca al lupo Emme :)

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    1. Anche io starei sempre in viaggio. Ma sempre eh!
      Fin'ora ho sempre pensato a viaggi di qualche settimana che dopo mi avrebbero riportato a casa. Adesso si tratta di un viaggio di mille km e di anni.
      Sarà un po' l'ansia. eheh!

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  6. Che bello tornare a leggerti Emme!! E ancora più bello sapere che hai finalmente spiccato il volo per quel luogo magnifico e straordinario che è Roma (giusto, vero?!). Non preoccuparti delle lacrime, anzi, piangi senza ritegno. Fa gran bene. E ti assicuro che sarebbe molto più 'anormale' se non te ne fosse uscita manco una. La paura dell'ignoto che si presenta davanti, una nuova città, nuovi volti, nuove voci, è una delle paure più dolci che si possano provare. In bocca al lupo per questo nuovo capitolo, e scrivine altri anche qui. ;-)

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    1. Ti leggo solo oggi, che strano!
      Grazie e crepi il lupo.
      Sta andando meglio di come avevo immaginato.
      E sì, sono in quel luogo magnifico che è Roma. :)

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  7. io ti aspetto qui, piccola Emme. vai, gira, scopri, vola, poi torna e fammelo vedere coi tuoi occhi, ché mi piace tanto.

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    1. Che bella sei!
      Grazie del passaggio.

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