lunedì 17 febbraio 2014

Tu chi sei?


Mi affaccio dalla finestra.
Penso all'anno scorso, all'ansia che avevo addosso mentre guardavo quel panorama che ti toglieva l'aria.
Penso che mi guardavi e mi stringevi un fianco.
Ero troppo impegnata ad avere paura, per accorgermi che poteva anche andare bene così.
Guardo dalla finestra.
Ti sento ridere.
Non la sopporto quella risata.
Guardo dalla finestra, c'era il sole fino a qualche minuto fa e poi sono arrivate le nuvole.
C'è un gabbiano, ci sono i tetti delle case, c'è un terrazzo bellissimo con l'edera.
Ci sono io che mi tocco i capelli mentre entri tu nella stanza.
Saluti frettolosamente, rispondo con un ciao. Fine.

Eppure, quello lì non è quello che ho conosciuto io.
Oppure è la me di ora che non è quella che hai conosciuto tu.
Eppure, mi servirebbe una ragione sola per capire dove ho sbagliato, se ho sbagliato.

Ho bisogno di qualcuno a cui dire che il libro fa schifo, che il film invece mi ha fatto piangere un sacco, che Roma di sera è un sogno.
Ho bisogno di avere la certezza che se non ci sei non è per qualcosa che ho fatto io.
Ho bisogno di sapere che non ho rovinato tutto io, come sempre.

Ogni tanto ti leggo. Prima era sempre, ora ogni tanto così ho meno pensieri.
Hai scritto una frase, ho pensato: parla di "noi". Ha fatto male.

Fingo di non conoscerti abbastanza di fronte la gente, faccio spallucce quando qualcuno mi parla di te. Perché? Non lo so.
Hai la stessa delicatezza quando ti parlano di me oppure fai come fai con tutti e dici "che rompi coglioni questa" come se io non t'avessi chiesto scusa, per favore, ogni volta?
Ho cercato di stare sulle punte tutto il tempo quando entravo nella tua vita, neanche un errore, una sbavatura.
Ancora tengo i pensieri che mi hai regalato gelosamente custoditi da qualche parte nel mio corpo. Anche a scriverli qui, che nessuno li troverebbe mai, mi sembrerebbe di farti un torto.
Mi spieghi perché io ti voglio ancora così bene, di un bene senza senso, e tu non riesci neanche a parlarmi?

Lo sai che mi manca, più di tutto?
Tu che m'abbracci. Come a fine Maggio, quando appena arrivata mi hai abbracciata stretta e mi hai detto che eri felice di vedermi.
Ecco, mi manca lui non tu.
Tu chi sei? Lui dov'è?



 "Qual è il grado di dolore che riesci a sopportare prima di fermare l'esecuzione e chiedere soccorso a me, che non ti do un motivo ancora per restare..
Cerca un modo per difenderti, una ragione per pensare a te.
(Lasciarsi un giorno a Roma - Niccolò Fabi)"

15 commenti:

  1. Piccola, entro in punta di piedi in questo post...che è così intimo che anche a me sembra di farvi un torto.
    E perdonami se dirò qualcosa di sbagliato, perché non so e non ho la presunzione di capire, perché ciò che è vostro è solo vostro, anche se io non posso fare a meno domandarmi il perché queste domande non gliele hai ancora fatte, a lui...

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    1. Probabilmente, perché sarebbe inutile. :)

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  2. Emme come ti sono vicina, nei tuoi pensieri arrovellati, in quello che provi.
    Erri scriveva :
    "Che ti ami non basta ad arrivare al giorno dopo, e tu che l'ami: grazie, lei è la festa, la fortuna, il tuo posto, tu sei il dente estratto da mascella che ritrova il punto di partenza nel cavo del suo abbraccio. Lei è il tuo posto, ma tu non sei il suo."
    ( da "Il contrario di uno" -)
    Ma dal canto mio, per la mia storia, l'ultima frase della citazione non mi appartiene. Perchè una certezza ce 'ho...e allora ecco che faccio mia quest'altra citazione:
    "Voglio tentare di stare con te. Voglio credere che è possibile, anche se non per ora, anche da lontano. Ho bisogno di aspettare qualcuno che non somigli a nessuno e tu sei questo."

    Buona settimana Emme, un abbraccio

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    1. E' strano trovare nel commento di qualcuno al post di qualcun altro una frase che sento calzarmi addosso come un guanto. Le meraviglie del blog :)

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    2. "Lei è il tuo posto, ma tu non sei il suo"
      Niente di più vero.

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  3. Ecco io non so davvero cosa dire cara Emme. Mi accodo a chi ha scritto prima di me. E' un post molto intimo e credo di capire e di capirti.
    Ti abbraccio forte e mi accodo alla domanda sopra "perchè questa domanda non la fai a lui?"

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    1. Perché ci sono domande che, probabilmente, non ha alcun senso fare.

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  4. Immagino sia una situazione difficile, complessa.
    Vi state nascondendo, scappando da voi stessi.
    Cerca di capire come è meglio proseguire...

    Buona settimana,

    Moz-

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  5. Ahia. Questo mi ha scottata un po'.....

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  6. Emme quando parli di Lui non riesco a non commentare...per me è passato un anno ma anche io avevo quella sensazione di ansia, la paura di perderlo che era sempre lì, l'analizzare ogni gesto per capire se ero adatta a lui; beh credo che sia proprio quello che non mi ha permesso di godermi tutto appieno. E vorrei voltarmi indietro e dire alla me di un anno fa: "Buttati, non pensare, entra nella sua vita e sconvolgila". Perchè forse lì abbiamo sbagliato. Siamo entrate in punta di piedi e abbiamo detto troppi "per favore". Nel mio caso quel saluto non tornerà più, lo sento. Spero che per te le cose siano diverse, lo spero davvero. Ti abbraccio.

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    1. Credo che anche nel mio caso non c'è nulla che tornerà.
      Grazie per l'abbraccio e per la lettura costante.

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  7. "le storie muoiono quando c'è più paura di perdersi che voglia di tenersi" cantava qualcuno che ora non mi sovviene. non so cosa vi sia successo né da chi sia dipeso, ma il bene che ti (vi?) resta sedimenta e scotta sulle ferite aperte. perché la tua ferita è aperta, si vede, anche senza bisogno del sangue a fiotti.
    il bene non si dimentica e non perdona. perdona tu se riesci... perdona lui, te e le dinamiche malate dell'amore.

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    1. Sarebbe già un bel passo avanti. Non so come si fa. Prima o poi ci riuscirò.

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