martedì 6 agosto 2013

"Lei, Lui, Firenze"


Abbiamo aspettato un po', quanto basta perché qualcuno mi chiedesse se era tornato tutto come prima, se eravamo di nuovo e ancora quella gran coppia invidiata dagli altri. Ho fatto cenno di no con la testa, mi hanno sorriso in risposta. La gente non ci capisce.
Ci siamo seduti ad un tavolo per quattro ma eravamo in due e ci stavamo larghi in quel tavolo che un po' ci avvicinava anche se non volevamo.
Mi ha chiesto se volevo del vino, ma lo sa che con il vino non ho un buon rapporto. "Vino bianco", ha detto sicuro. Vino bianco, allora sì.
Ha ordinato qualcosa da mangiare, da dividere.
Mi guardavo intorno e mi sembrava di vivere una scena già vissuta mille volte. Come un deja vu ma più reale.
"Come stai", gli chiedo.
"Stanco, come sempre". Sorride. Mi guarda.
"Raccontami di te, ti prego", con la testa da un'altra parte, con il pensiero verso qualcuno che non ricambia e che non sa quanto mi piace il vino bianco e non saprebbe nemmeno ordinare al posto mio.
"Pensi davvero che sia una buona idea, stare seduti in un bar fino alle nove di sera? 
Bere un altro Bianco Sarti guardando la gente, discutere di ferie e lavoro, fare finta di niente".

"Che vuoi che ti racconti?".
Voglio che mi racconti che ti sei innamorato di un'altra con gli occhi più belli dei miei, più intelligente di me, che parla meglio e si lamenta di meno.
Tengo un lembo di un tovagliolo e lo stringo forte.
"Voglio che mi racconti di te!"
"Sei tu quella che viaggia!".
Continuo a stringere un lembo del tovagliolo che è come un appiglio a qualcosa che non fa male. Non come le sue parole, non come il mio stomaco che non sente le farfalle. E porca miseria, perché non puoi sentirle? E' quello giusto, ci vuole tanto a capirlo?
"Magari andrò a vivere a Firenze. Ho chiesto trasferimento anche lì".
"Parlar di Firenze, di come è invecchiata dall'ultima volta che l'ho salutata".

L'anno scorso quando ho deciso che era finita ero lì, a Firenze.

Seduta dentro una libreria del centro, il thè caldo e un libro da sfogliare. Una donna anziana, con i capelli riccissimi e grigio cenere, che leggeva il suo libro ad alta voce e rideva.
Ma in un modo così bello, ma così bello, che a me sembra di sentirla anche adesso.
Io l'ho capito lì, che tra noi era finita. L'ho capito mentre avevo il telefono scarico, fuori c'era un gran freddo e lui non mi mancava neanche un po'.
L'ho capito perché il sorriso di quella donna era quello di una a cui non mancava niente e io mi sentivo talmente vuota che per riempirmi ci voleva qualcuno che ci credeva in me. E lui non ci credeva.
L'ho capito ogni volta che, in quell'anno, sono tornata a Firenze perché ho cominciato a sognare di nuovo. L'ho capito quando qualcuno mi tendeva la mano e lui mi diceva che erano solo sogni.
"Penso che sia una follia andare all'Ikea, c'è sempre una gran confusione anche di sabato sera.
Poi, lo sai mi fa tristezza guardare la gente che sogna di comprare tutto e si accontenta di niente".

Dice Firenze e mi viene da ridere forte. Ride anche lui.

E' la situazione di un film riuscito male: seduti al tavolo di un ristorante, a sorseggiare vino e a parlare di lui che parte per Firenze.
Che sempre l'anno scorso, quando tornavo e gliene parlavo con occhi sognanti finivamo per litigare, che "che avrà di così speciale 'sta Firenze?".
E io non sapevo rispondere e non so farlo neanche oggi.
"Mi guardi e sorridi, non sono cambiato dall'ultima volta che mi hai perdonato. 
Che cosa vuoi che ti dica? Con te sto bene, anche se ormai è finita."

Abbiamo finito subito il vino bianco e lui se ne già versato un secondo bicchiere. Gli butto addosso un po' delle mie preoccupazioni, parlo così senza fermarmi e senza prendere respiro.

E' la parte più razionale, più riflessiva di me.
Tra qualche anno lui sarà un medico fantastico e io chissà che cosa.
Penso che probabilmente, nonostante tutto, con lui non tornerei mai.
Ma com'è che finisce l'amore? Così, una mattina ti svegli e dici "Ok, è stato un piacere, finché è durata".
"E lo so che non basta un bicchiere per sorridere e dimenticare, le mie solite bugie, le mie sciocche fantasie. Ma stasera ho voglia di brindare a un'altra storia d'amore per noi che non ci amiamo più".

Che io non lo amo più e lo so, lo sento in ogni centimetro della mia pelle. Ma, allora, perché ho questo bisogno di abbracciarlo, di sentire i suoi capelli tra le mie dita?

E' un bene che va al di là dell'amore. E' sapere che è, e sarà per sempre, l'altra metà della mela, quella parte che mi completa. Conosco ogni piccola smorfia, mania, le ossa della clavicola che escono fuori anche adesso che c'è qualche kg in più.
Un bene che va al di là di quello che è successo in quest'anno separati, tanto che vorrei raccontargli di quanto sonno sto perdendo, dell'aria che mi manca.
Non lo faccio perché so che, probabilmente, farebbe male.
Io, davvero, non lo capisco il mio cuore che potrebbe avere l'amore e si accontenta di niente.
"Che bella Firenze, le sere d'estate, le luci del centro, le nostre risate.
Cosa vuoi che ti dica? Ti voglio bene anche se ormai è finita. 
Non sarà certo Mastroianni a cancellare di colpo sei anni e non sarà questa stupida sera a cancellare una vita intera".





Ma stasera ho voglia di brindare a un'altra storia d'amore, per noi che non ci amiamo più.

19 commenti:

  1. i desideri del cuore sono contorti come cavatappi...

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  2. Concordo.
    L'amore passa ma mai del tutto. C'è stato e il segno non lo togli mai.

    Bacio cara

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  3. Io non lo so com'è avere una mezza mela e non riuscire ad amarla, non so se riuscirei a gestire questo paio di sentimenti, ma percepisco che oltre al bene illimitato, c'è dietro un dolore forte e profondo, e un sorriso amaro. Ti auguro il meglio :*

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    1. Mi prendo l'augurio e lo stringo forte. :*
      Buone vacanze, cara!

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  4. Lui sarà anche l'altra metà della mela, ma non è l'altra metà del tuo cuore.

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    1. Mi piace questo punto di vista. Grazie!

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  5. ...una banale risposta ad una domanda che non si fa ed alla quale non si cerca davvero risposta, dice che l'amore da solo non basta...
    questo mi pare un caso in cui è azzeccata

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    1. Lo penso anche io, sai? L'amore da solo non credo basti mai davvero.
      Grazie del passaggio!

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  6. Non passerà mai e sarà dura per chiunque avrete dopo, ma andrete entrambi avanti e sarete felici, lui medico e tu... chissà cosa.

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    1. ... e io chissà cosa.
      Che palle 'sto futuro.

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    2. Credimi, meglio chissà cosa che medico.

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  7. La mente ha le sue ragioni, che il cuore non conosce.
    Così, come possiamo aspettarci che la mente capisca le ragioni di un cuore pazzo ed imprevedibile?
    Vivi di cuore, ed é proprio nel tuo cuore che potrai conservare il ricordo dolcissimo di lui, quasi medico, e cullarlo dolcemente ringraziandolo di essere passato di li...

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  8. "Io, davvero, non lo capisco il mio cuore che potrebbe avere l'amore e si accontenta di niente."

    Che si deve fare????????????? sob.

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  9. vi scorderete, uno dell'altra. Vedrai :-)

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  10. non bisogna ostinarsi nel cancellare dalla mente determinate cose. semplicemente di va avanti custodendo tutto, tutti i ricordi.
    e vedrai che un giorno dirai: Grazie :)

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