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martedì 25 giugno 2013

"Sento il mare dentro una conchiglia: Estate!"


Il libro delle vacanze che mi facevo comprare appena suonava l'ultima campanella dell'anno.
Il panino al latte che solo a Catania, che solo mia nonna sapeva come riempirlo di nutella fino a farmi sporcare gli angoli della bocca, quando tornavo stanca e stremata dal lido.
La doccia con l'acqua fredda, congelata.
I gavettoni che partivano per scherzo e poi finivano come in una guerra: gli appostamenti dietro le siepi, le secchiate d'acqua che ti coglievano di sorpresa e ti lasciavano bagnata e sorridente.
La colazione delle 9 con la granita e la brioche fatte in casa oppure con il latte e cacao che "da casa non esci se prima non mangi!".
I compleanni aspettati, desiderati, voluti. 
La torta con il gelato, le candeline da soffiare, un sogno da fare avverare ogni anno diverso.
I vestiti leggeri, quelli sopra al ginocchio.
I balli di gruppo da ballare fino a quando non vengono le bolle ai piedi e poi sforzarsi di non piangere quando le bolle arrivano e fanno un male cane.
Le belle di notte fucsia e gialle davanti la finestra di casa.
I "cristalli" preziosi da cercare in spiaggia con cugine e fratelli per vedere chi ne trova di più e chi ha il tesoro più grande.
Il pane caldo del nonno a metà mattina, con sale e olio e basta che sembrava la cosa più buona del mondo.
La notte di San Lorenzo per guardare le stelle e sperare di vederne cadere una e alla fine, accontentarsi di quella più luminosa che sembra essere nel cielo solo per te.
L'odore delle zagare.
La Pepsi da mezzo litro, ghiacciata, da sorseggiare alle 12 mentre si passeggia in un viale assolato.
Le dita a grinze dopo che sei stata in acqua per ore. Le dita a grinze e la bocca viola.
Stare fino a tardi sul dondolo con una birra e un paio di amici.
Le grigliate serali.
Quella voglia di vita che, non si sa perché, arriva solo d'estate tutta insieme. Perché d'estate c'è il sole, perché siamo tutti più felici, più innamorati, più.. 

Da bambina amavo questi tre mesi di libertà, di dormite infinite, di gelati e giochi con le mie cugine. Poi, più cresci e meno ci fai caso.
Sono mesi come altri, solo più caldi, fastidiosi e psicotici. 
La corsa alla vacanza a tutti i costi che, poi, di rilassante non ha assolutamente nulla e l'ossessione della dieta.
Ho cominciato a preferire, con il tempo, mesi più anonimi come Ottobre e Marzo perché mi sembra che ci sia una maggiore possibilità di rilassarsi e ascoltarsi. 
Ma Giugno e Luglio mantengono quella bellezza che solo loro riescono a darci, quella voglia di stare insieme e stretti e abbracciati fino a tardi che la mattina la sveglia suona lo stesso ma nessuno sembra preoccuparsene davvero.
Avrei dovuto fare un post con le dieci cose che amo dell'estate, come mi aveva "suggerito" Giulia (che io adoro!), ma non mi riusciva e allora ho scritto di getto tutti i ricordi più belli delle mie estati.
Questo è il risultato. 
E i vostri ricordi più belli?



venerdì 17 maggio 2013

Io la mattina dormo, loro usano gli hashtag




Sono il (pessimo) prodotto di questa società e del marketing.
Anzi, io sono il soggetto a cui i pubblicitari si rivolgono quando pensano a una nuova campagna.
Me l'immagino questi creativi, attorno a un tavolo, i fogli sparsi, e l'identikit di gente come me su una lavagnetta.
Gente come me che vuole fare l'alternativa, che non guarda la televisione perché fa schifo (ma ogni tanto una puntata di Uomini&donne mica farà male), che compra ai mercatini equo&solidali (ma oh, ad averceli 600 euro, un paio di Louboutin le acquisterebbe al volo), che le multinazionali devono morire, che zaino in spalla vorrebbero girare il mondo (ma aspetta, siamo sicuri che si riesce a vivere anche senza luce e acqua corrente?).
Insomma, io li vedo questi uomini che ridono di me e della gente come me perché, in fondo, lo sanno che siamo i più facili da convincere.
Per esempio, oggi passeggiavo al supermercato. No, non ho sbagliato termine: passeggiavo al supermercato.
Avevo già nel carrello dell'insalata, delle cotolette di pollo e un po' di pane, ma non ero soddisfatta. E quindi, nell'ora della pausa pranzo, mentre le cassiere mangiavano yogurt bianco e cereali (particolare trascurabile ma anche no), cercavo qualcosa.
E lì, l'illuminazione: la N U T E L L A.
E non quella normale, noooo! Il nuovo formato.
Sarà che erano le due e ancora dovevo pranzare, che fuori pioveva e io avevo appena lavato la macchina, che ultimamente le cose vanno un po' di merda ma ho letteralmente amato quello stand colorato pieno di amore al cioccolato.
Quindi, mi sono messa lì a scrutare i barattoli. "Ma io che formato sarò?", ho pensato.
Avrei preso il formato da 1 kg, così per non sbagliare, ma dato che l'estate è vicina mi sono convertita al comodissimo 630 gr, che secondo la Ferrero sarebbe perfetto per le coppie (Ferrero, prendi per il culo?).
"A ogni famiglia il suo buongiorno", recita la pubblicità. Che non è granché, anzi, è quasi banale.
Ma ti resta in testa e ti fa venire voglia di svegliarsi presto per fare colazione, cosa che alla fine non farò mai.
Ha anche l'hashtag: #noilamattina. Così come ha l'hashtag la nuova campagna di Desigual, #falloalmattino, che ho trovato geniale (irriverente, fresca e divertente!) ma anche la pubblicità di Dove che è bellissima e ha scelto, appunto, #weAreBeautiful.
Perché sempre i pubblicitari di cui sopra, sempre creativi e con i fogli sparsi sul tavolo, il caffè caldo e l'identikit mio e della gente come me, hanno pensato: com'è che li freghiamo sti finti alternativi?
Con gli hashtag, ovviamente!
Fa figo mettere un cancelletto davanti le parole? E noi facciamoglielo fare, facciamoli sentire fighi mentre gli facciamo comprare barattoli di Nutella, di cui non hanno bisogno, borse e vestiti, di cui potrebbero fare a meno e deodoranti (che no, quelli servono sempre. Tenetelo bene a mente: servono).
E noi, che ci facciamo prendere la mano facilmente, iniziamo a pubblicare su instagram, su twitter, su facebook, su pinterest, ovunque, anche se non abbiamo niente di troppo interessante da dire.
Perché, diciamocelo: io la mattina sono uno zombie che cammina, ma non parla. Altro che barattoli lanciati da una mano all'altra, altro che torte, balletti e sorrisi allo specchio (e/o vibratori sotto il cuscino). Quando riesco a dire "buongiorno" è già tanto e la gente si complimenta e fa gli applausi.
Resta il fatto, che comunque ci hanno preso, perché se scrivo un post alle 3 del mattino parlando dei miei acquisti sconclusionati e di come la pubblicità, ultimamente, stia, mio malgrado, influenzando la mia esistenza, loro hanno vinto alla grande.
Quindi, bravi gli ideatori di questi tre spot (e ora, dategli un aumento che se lo meritano).
Ah, con il barattolo di Nutella mi hanno regalato uno spalmino blu (uguale, identico a quello che hanno nella pubblicità) ed è - fatemi fare per un secondo l'esaltata -  ultra, mega fantastico.

ndr. Uomini&Donne lo guardavo ogni tanto prima e solo perché faceva ridere. Era quasi un esperimento sociologico (ok, non regge).

p.s. Giuro che nessuno mi ha pagato per scrivere tutto ciò, e questo la dice lunga sul come sto messa.